Notte dei Senza Dimora a Milano, premiati gli artisti clochard. L’organizzazione: “Sono geniali”
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In piazza Santo Stefano sono arrivate le tante facce della “Milano solidale”. Accanto al lavoro delle associazioni, ecco i cittadini, che hanno contribuito portando saponi, dentifrici, spazzolini, prodotti per l’igiene. Il momento della cena, subito dopo la premiazione, è stata l’occasione per incrociare storie ed esperienze tra chi vive la vita di strada e chi aiuta. Davanti a un vassoio con pasta, zuppa, contorni e macedonia, c’è anche chi si è sfogato. Come Marco, che non è riuscito a nascondere il vuoto della depressione che lo divora: «Ogni giorno mi sento senza una direzione, da quando ho perso la famiglia mi è crollato il mondo addosso e non riesco più a tirarmi su. Questi eventi mi aiutano certo, ma andare avanti è dura».
Dopo mangiato, un breve concerto con musica e balli. Tutta la sera i tendoni delle associazioni — da Caritas a Croce Rossa, da Fondazione Fratelli di San Francesco, a Sos Milano, dal Progetto Arca agli Avvocati di strada — sono rimasti aperti e a disposizione dei senza tetto. E c’era ancora voglia di raccontarsi, prima di tirare giù i sacchi a pelo e condividere anche l’asfalto come materasso. Carlos di anni ne ha 53, arrivato in Italia dal Venezuela in cerca di un modo per far vivere la sua famiglia, dorme alla Casa Jannacci e fa le consegne in bicicletta per mandare a casa qualche soldo. Sa che le persone in piazza con lui vengono da storie complicate, disperate e anche la sua non è da meno: «Ma giornate come questa ci ridanno un po’ di vita, o quasi».