Aggiudicato invece per poco più di un milione e mezzo, commissioni incluse, 'La Falaise du Petit Ailly a' Varegenvillè di Claude Monet. Tra le opere messe all'asta da Pandolfini questa sera a Milano per conto del Tribunale di Parma che distribuirà il ricavato ai risparmiatori truffati nel crac di Parmalat, anche due di Vincent Van Gogh, per una cifra complessiva che sfiora 1,3 milioni di euro: una natura morta, olio su tela del 1885 circa, che partiva da una base d'asta di 280 mila euro ed è stata aggiudicata per 495mila euro, e 'Pollard Willow', disegno con un soggetto di campagna risalente al 1881 considerato un tipo di opera raro sul mercato, che partiva da una base di 200mila euro ed è stata acquistata per poco più di 800mila euro. All'asta ha partecipato anche il Van Gogh Museum di Amsterdam.
L’opera di Monet
Olio su tela risalente al 1896-97, il capolavoro di Monet partiva da una base d'asta di 800mila euro ed è stato acquistato da uno dei collezionisti registrati presenti nel salone del Centro Svizzero. Sull'opera è stato disposto il divieto di esportazione. Alla fine la collezione ha fruttato quasi il doppio del valore stimato (6-8 milioni). Oltre duecento collezionisti hanno sventolato le palette nel salone del Centro Svizzero, e altri 700 hanno avanzato offerte al telefono o collegati sul web: in tutto circa un migliaio di clienti non solo dall'Italia hanno partecipato all'asta battuta da Pietro De Bernardi, l'ad di Pandolfini: privati, istituzioni e musei internazionali.
A mezzo milione di euro, oltre sette volte il valore di base, è stata battuta un'opera di Giacomo Balla, 'Finestra di Dusseldorf'. Il capolavoro non potrà lasciare l'Italia perché è stato dichiarato di interesse culturale particolarmente importante dal ministero per i Beni culturali e ambientali, così come 'Le Poulailler' di Francis Picabia (acquistato allo stesso prezzo) e 'Donna con cane' di Vittorio Matteo Corcos (140mila euro). Oltre venti volte la base d'asta è stato battuto un autoritratto di Antonio Ligabue. La Fondazione Ligabue ha sede a Parma, e chissà che un giorno l'opera non torni nella città Ducale.
