Chi si vede bloccata l'app non può più utilizzare il servizio. Le segnalazioni – condivise spesso anche sulla pagina Facebook Mobike Bologna, che però è gestita dagli utenti e non dalla società – arrivano da chi, utente del servizio, individua una bicicletta potrenzialmente disponibile, si avvicina per sbloccarla e usarla e poi la scopre parcheggiata dietro un cancello o un portone, insomma al chiuso. “Chi usa le Mobike – ricorda il Comune – deve fare attenzione a lasciare la bicicletta in modo responsabile e accessibile all’utilizzatore successivo. Purtroppo invece i mezzi chiusi in proprietà private diventano inutilizzabili e generano disservizi. Per questo è stato attivato un sistema di controllo che permette di ridurre ulteriormente il fenomeno e garantire il massimo livello di servizio”.
Un problema, quello delle bici di fatto nascoste, “più rilevante del vandalismo che, grazie al servizio di sicurezza avviato ad aprile, si è notevolmente ridotto”, anche se non mancano segnalazioni anche di questo tipo. “Il motivo da parte della società di attivare un sistema di controllo dei parcheggi privati è stato deciso anche in prospettiva del lancio delle e-bike che potrebbero essere soggette al rischio di “privatizzazione”. “Mobike è un servizio di mobilità sostenibile in condivisione e come tale deve essere utilizzato”, ricorda Alessandro Felici, AD di Evlonet che distribuisce e gestisce Mobike in Italia -. Abbiamo deciso di intervenire in modo importante affinché le nostre bici siano sempre disponibili e offrire ai nostri utenti un servizio efficiente”.
