
“Li stanno massacrando, mio figlio è disperato e ha minacciato di fare qualche stupidaggine”. Sono preoccupati i genitori dei quattro ragazzini bulli di Ciriè diventati virali sul web per il video con insulti alle forze dell'ordine alla fine del periodo di prova cui erano stati sottoposti dal tribunale dei minori di Torino. I loro figli, tre minorenni e un neodiciottenne, continuano a chiedere ” scusa ” dicendosi ” pentiti ” . Vogliono solo cancellare dalla memoria e soprattutto dal web video e selfie pubblicati su Instagram in cui, davanti al tribunale dei minori, immortalavano la fine del percorso rieducativo e scrivevano “fanc… sbirri”. Anche perché nei tre anni in cui sono stati sottoposti ai lavoratori socialmente utili, i giovanissimi non avrebbero mancato una seduta con gli assistenti sociali o un'ora di lavoro.
“Scusa” lo hanno ripetuto in lacrime, prima ai genitori disperati e poi ai carabinieri che li hanno convocati per ascoltare la loro versione. Erano stati messi alla messa alla prova dal tribunale: nel 2016 il gruppo aveva bullizzato un coetaneo costringendolo a mangiare un hot dog farcito con gli escrementi di animale. Ma se nel percorso da soli sarebbero stati impeccabili, insieme ci sono ricascati.
Dopo 3 anni di lavori utili, i bulli dileggiano la polizia: “Fanc… sbirri”
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Ma i genitori li assolvono. “Prima di giudicare qualsiasi fatto, bisognerebbe mettersi davanti a uno specchio e riflettere su se stessi. Guardate il proprio orto, poi se è il caso criticate ma non giudicate perché la stessa cosa potrebbe riproporsi tra le vostra mura familiari “. Lo scrive un altro genitore che, a dispetto del silenzio consigliato dagli avvocati a tutte le famiglie, non ce l'ha fatta e si è lasciato andare sui social per poi cancellare subito il post. “Sono due episodi distinti – precisa Paola Mosele, legale di uno dei tre minorenni, un quarto nel frattempo ha compiuto 18 anni – Per i fatti di tre anni fa, i ragazzi hanno già pagato e risarcito la vittima e il 10 luglio il tribunale ha dichiarato estinto il reato. Ora sono da accertare le responsabilità per queste foto e video su cui i carabinieri stanno indagando. Immagini estrapolate dal contesto a cui si potrebbero dare diversi significati”.