“Le segnalazioni al pediatra di famiglia dei disturbi del sonno arrivano fino a tre anni dopo l'insorgenza del problema – afferma Paolo Biasci, presidente nazionale Fimp -. Questi eccessivi e frequenti ritardi diagnostici possono compromettere seriamente la salute e il benessere. A volte, infatti, le notti insonni sono la manifestazione di patologie molto gravi e pericolose. I genitori devono quindi imparare a non sottovalutare un aspetto fondamentale della vita dei figli e segnalare il prima possibile ogni anomalia al proprio pediatra di famiglia”. Le notti insonni sono “un campanello d'allarme a cui prestare attenzione – sottolinea Emanuela Malorgio, coordinatrice nazionale Gruppo Studio Sonno della Fimp -.
Possono essere legate a comportamenti errati da parte dei genitori al momento dell'addormentamento e durante i risvegli notturni dei bambini. Oppure sono determinate da malattie come parasonnie, epilessie o sindrome delle gambe senza riposo. Esistono poi quei bambini che si muovono molto durante la notte e che al mattino si svegliano stanchi e assonnati. La diagnosi precoce ed un adeguato trattamento permettono di prevenire le alterazioni dello sviluppo neurologico e psicologico del bambino”. La Fimp da oltre tre anni promuove il Progetto Buonanotte: “Stiamo progettando la realizzazione di corsi di formazione per pediatri su tutto il territorio nazionale – conclude Mattia Doria, segretario alle Attività Scientifiche della Fimp -. L'obiettivo è approfondire i temi dell'igiene del sonno e sviluppare maggiori strategie di educazione al sonno e al riconoscimento precoce dei suoi disturbi”.
