
Il caso Khashoggi e la guerra nello Yemen continuano a tenere in tensione i rapporti tra l'Arabia Saudita e gli Stati Uniti. Oggi Riad ha respinto definendola una indebita ingerenza negli affari interni di un Paese la mozione approvata giovedì dal Senato americano che all'unanimità ha incolpato il principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman, per la morte del giornalista Jamal Khashoggi.
Lo stesso giorno il Senato ha anche approvato una mozione per mettere fine alla partecipazione americana alla guerra nello Yemen, dove una coalizione militare araba guidata da Riad è in guerra con i miliziani sciiti Houthi.
In un comunicato, il ministero degli Esteri saudita ha definito la mozione come una “interferenza” che si basa su “affermazioni e accuse infondate”. Nel testo, rilanciato dall'agenzia di stampa Spa, si afferma che la mozione del Senato americano “contiene interferenze vistose negli affari interni del Regno, mettendo a rischio il ruolo regionale e internazionale del Regno”.
L'Arabia Saudita, prosegue, “respinge categoricamente qualsiasi interferenza nei suoi affari interni e tutte le accuse che, in qualsiasi modo, mancano di rispetto alla sua leadership”.
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Secondo la monarchia saudita questa posizione del Senato Usa manda un “messaggio sbagliato a tutti quelli che vogliono causare una disputa nelle relazioni tra Arabia Saudita e Usa”. Riad “spera di non essere trascinato in alcun dibattito politico interno negli Usa, per evitare impatti negativi significativi su questa importante relazione strategica”.
La mozione del Senato americano in realtà non impegna in alcun modo Washington, le risoluzioni non potranno essere discusse alla Camera prima di gennaio e probabilmente si scontrerebbero in ogni caso con il veto di Trump. Ma il voto del Senato manda un forte messaggio alla Casa Bianca sull'ira di entrambe le parti nel Congresso verso Riad: è stata la prima presa di posizione ufficiale contro la guerra nello Yemen e la politica di Trump di sostegno incondizionato all'Arabia Saudita.
I testi sono stati approvati essenzialmente con i voti dei democratici, ma anche di qualche repubblicano. La prima chiede al presidente Donald Trump di “ritirare le forze armate americane dalle ostilità in Yemen o che riguardino lo Yemen, a meno che siano impegnate in operazioni contro al-Qaeda o forze associate”. Nella Seconda, il Senato “ritiene che il principe ereditario Mohammad Bin Salman è responsabile dell'omicidio” del giornalista saudita, ucciso nel consolato del suo Paese a Istanbul il 2 ottobre scorso.