“Ehi, Napoli Comicon, sembra che il vostro vincitore abbia copiato il mio lavoro. Spero che si sia trattato solo di un controllo insufficiente…” è stato il messaggio di Booth. Posa, plasticità, ombreggiature, panneggi, dettagli (le mani, i capelli, parti del costume) sono in effetti identici e lasciano spazio a pochi dubbi in proposito, ma la disegnatrice Di Meo si è dichiarata stupefatta: ” Non so come sia potuto succedere. È vero che ho fatto delle ricerche sul web per trovare delle reference grafiche di tipo supereroistico ed è anche possibile che abbia visto la pin up disegnata da Brett Booth, artista che nemmeno conoscevo, ma poi ho proceduto per conto mio. Mi sono andata a riguardare perfino i dipinti di Alphonse Mucha per trarre ispirazione. È altrettanto vero che Eureka assomiglia ai personaggi di Jim Lee, artista nella cui factory, ho scoperto, Booth ha lavorato. Mi scuso per tutto quanto si è potuto generare a causa, però, di qualcosa di cui non mi sento colpevole”.
Città della Scienza, Napoli Comicon e i responsabili del Premio Imago hanno subito proceduto a una verifica circa il lavoro compiuto da Di Meo e da Santaniello, decidendo l'immediata revoca del riconoscimento. La classifica verrà pertanto aggiornata. “Ricordiamo che lo scopo del Concorso Imago è quello di incentivare la ricerca e la sperimentazione nel disegno, nel fumetto e nella grafica ” ha dichiarato l'organizzazione del Napoli Comicon. ” Speriamo quindi di stimolare sempre la creatività dei partecipanti, tutti giovani e non professionisti, circa diecimila in ventuno edizioni, e ci auguriamo che episodi come questo non si ripetano, anche per la nostra e altrui tutela”.
