Due settimane all'addiaccio per i bambini della scuola materna comunale intitolata al piccolo Giuseppe Di Matteo, vittima della mafia, in via Enea Rossi. Al rientro dalle vacanze di Natale, il Comune aveva assicurato che il guasto alla caldaia e alle tubature sarebbe stato ripristinato in pochi giorni. E invece un intoppo burocratico ha bloccato i lavori: l'impianto è sistemato nel condominio adiacente al plesso scolastico e quindi è necessario chiedere l'autorizzazione all'amministratore dell'immobile.
 
Così i piccoli alunni da 3 a 6 anni sono costretti a fare lezione con plaid, cappellini e cappotti. Una situazione che in città coinvolge decine di istituti, anche quelli di proprietà delle ex Province che hanno difficoltà a reperire risorse per la manutenzione e le utenze.
 

Il 9 gennaio scorso le mamme della scuola Di Matteo, in via Enea Rossi (traversa di corso Calatafimi) avevano protestato non mandando i figli a scuola. Al loro fianco anche il consigliere di circoscrizione M5S Mirko Dentici e la consigliera comunale 5Stelle Viviana Lo Monaco, che dichiarano: “Abbiamo avuto un dialogo con la responsabile del settore Educazione, istruzione e formazione che ci ha confermato che il problema è stato tamponato con la distribuzione di stufe nelle aule. Inoltre pare che ci sia un'assenza di assicurazione. Faremo le opportune verifiche. Bisogna attuare un monitoraggio costante dei plessi della circoscrizione e dell'intero Comune”.

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