BOLOGNA – Tutto è nato il giorno dello sgombero dell’hub di via Mattei, quando una rete solidale impedì il trasferimento di tutti i migranti in Sicilia. Da lì gli attori di Cantieri Meticci, col regista Pietro Floridia, hanno gettato tante reti in città che oggi, dalle 11 sino a sera, saranno visibili in piazza Maggiore e raccontate in uno spettacolo alle 19 che avrà come filo conduttore il mito di Iside e Osiride. Nel segno dell’accoglienza, il giorno di San Petronio si celebra anche attraverso il teatro.

È il progetto Bologna Portici aperti nato contro la chiusura dei porti. Per mesi si sono tenuti venti laboratori comunitari nelle strade, nei parchi, nelle piazze. Al centro una rete da pescatori, intorno le persone in circolo a raccontare: idee, canti e pensieri cuciti nelle reti. Ne sono nate sei mappe che ripercorrono il viaggio delle barche da salvare: quella di Bologna è grande venti metri per venti e sarà srotolata sul Crescentone. « Il teatro in questo progetto ha avuto una grande forza rituale, ha favorito il farsi comunità. E a parlare, nello spettacolo, è un coro collettivo che restituisce il sentire della città e la bellezza di un lavoro che ci ha allenato alla messa in comune » spiega Floridia. Le mappe nate dalle reti sono sia geografiche che di visioni diverse: l’Africa divorata, la fortezza Europa, il Mediterraneo: ponte o sbarramento? E ancora: l’arte della cura e la nave che salva, le vite e i diritti sospesi.

Alle 20.45 la festa proseguirà con Ron, Silvia Mezzanotte, Giorgio Comaschi e le testimonianze delle famiglie accoglienti. In attesa dei fuochi d’artificio ( ore 23) mentre Fico propone, alle 11, una corsa enogastronomica: una camminata con spuntino intorno al parco.

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