Neofascismo a Milano, saluti romani per Sergio Ramelli
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Negli studi del programma 'Tribù- Europa 19' di Sky Tg24 il sindaco ha parlato però anche di politica nazionale, con riferimenti diretti a Matteo Salvini. Con una battuta su Roma – “fare il sindaco lì? E' troppo anche per me” – ed escludendo, “per adesso” un suo possibile ruolo dal candidato premier per il centrosinistra: “Milano è la cosa che va bene in Italia, siamo un poco più in là di metà del nostro percorso e del mio mandato. Bisogna arrivare alla fine”. Ma ha anche aggiunto che “penso che non me lo chiederebbero: bisogna fare una cosa alla volta, adesso per cinque anni farò il sindaco di Milano. Ma io so gestire la complessità, anzi amo gestirla, quindi intendiamoci: abbiamo bisogno di persone come me o continuiamo ad aver bisogno di persone che attraverso slogan governano o cercano di governare questo Paese? Essere coraggiosi vuol dire fare una foto con il mitra o il coraggio vuol dire saper gestire la complessità di fare cose difficili, di pianificare il futuro, di fare una finanziaria. Questo darebbe la misura all'Italia se uno come me sarebbe in grado o meno”. Ha buoni rapporti con il segretario Pd Nicola Zingaretti, “sta facendo bene la sua parte e sta cercando di mettere ordine” ma guarda avanti: “Dobbiamo spostare l'attenzione dal Pd al centrosinistra, anche perché la legge elettorale dice che se non hai il 40% non governi. Il Pd però adesso non si potrebbe alleare con nessuno, non perché sono brutti e cattivi, ma perché una parte degli elettori ci sparerebbe”. In ogni caso il Pd in questo momento “non deve porsi l'obiettivo di governare domani mattina”, ha concluso.