C’è solo una notte di gara ormai a separare Franco Collé dalla vittoria del Tor des Géants 2018. Successo che l’ultratrailer valdostano, già campione nel 2014, si era visto sfuggire all’ultimo momento lo scorso anno, costretto al ritiro a pochi chilometri dal traguardo.

Partito domenica a mezzogiorno da Courmayeur, il quarantenne cresciuto ai piedi del Monte Rosa ha preso la testa della gara già al primo ristoro, a La Thuile, dopo i primi 18 chilometri di gara, e non l’ha più lasciata, incrementando il suo vantaggio sugli inseguitori ora dopo ora. Dal rifugio Coda, a circa metà dei 330 chilometri dell’ultramaratona alpina, è transitato ieri nel tardo pomeriggio, dopo “sole” 30 ore di gara.

Alle 19 di oggi si è lasciato alle spalle Oyace, al chilometro 271, intraprendendo la salita per i 2492 metri del Col Brison. Gli ultimi ostacoli che lo separano dal traguardo sono il Col Champillon (2709 m) e il Col de Malatrà (2936), poi è tutta discesa fino a Courmayeur, dove arriverà in mattinata, dopo meno di 70 ore di gara. Per aggiudicarsi anche il record della competizione, però, dovrà fare meglio dello spagnolo Javi Dominguez Lego, vincitore dell’edizione 2017 in 67 ore e 52 minuti. Al momento sembra lontano dal record ma Collè è noto per essere un discesista eccezionale e non è detto che negli oltre 2mila metri di discesa che separano il Malatrà da Courmayeur non possa recuperare.

Se il primo posto sembra ormai ipotecato – ma in competizioni di questa durata non si può mai dare nulla per scontato – è apertissima invece la sfida per il secondo gradino del podio che vede impegnati il canadese Galen Reynolds, con un distacco di circa 3 ore da Collé, e l’altoatesino Peter Kienzl, vincitore nel 2016 della 4k Alpine Endurance, che lo insegue a poche decine di minuti di distanza. Più staccato ma in rimonta il bergamasco Oliviero Bosatelli, primo nel 2016 e secondo lo scorso anno, davanti a Toriumi Kouta e Gianluca Galeati.
In campo femminile invece è netto il dominio della spagnola Silvia Ainhoa Trigueros Garrote, undicesima assoluta, con un vantaggio di circa 4 ore sulla britannica Jamie Aarons e sulla varesina Scilla Tonetti.

Sono circa 50 gli ultratrailer ad essersi già lasciati alle spalle i primi 200 chilometri di gara, mentre la maggior parte dei 725 atleti ancora in gara è ancora tra Donnas e il Rifugio Barma.
Già 169 i ritiri, un numero importante ma in linea con le passate edizioni di quella che non a caso è considerata la gara più dura del mondo, con alcuni nomi eccellenti come il canadese Dan Dorethy, lo spagnolo Oscar Perez e l’italiano Giulio Ornati. Rinunce importanti anche tra le donne con due delle favorite, l’italiana Sonia Locatelli e la svizzera Dennis Zimmerman che hanno abbandonato la competizione.

E se il Tor, almeno quello di chi lotta per una posizione di classifica, sta per finire, questa sera da Gressoney partono altri 300 concorrenti per percorrere i 130 chilometri e 12 mila metri di dislivello della Tot Dret, la sorellina minore del Tor.

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