Dopo aver votato la fiducia sul decreto crescita con 288 sì, l'aula di Montecitorio ha approvato con 270 voti favorevoli, 33 contrari e 49 astenuti il dl crescita. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato per l'ok definitivo, che dovrebbe arrivare entro il 29 giugno. A sommare gli interi gruppi che si sono dichiarati contrari al decreto (111 Pd, 104 Fi, 33 Fdi, 14 Leu e 24 gruppo Misto) i no sulla carta sarebbero dovuti essere ben 286. Insomma, il provvedimento passa solo grazie alle assenze delle opposizioni. Il venerdì sera ha contribuito al salvataggio del governo. 

Tra i punti principali lo scivolo di 5 anni per gli aspiranti pensionati; il salvataggio di Roma, grazie a un intervento dello Stato per 1,4 miliardi di euro; la riapertura dei termini per aderire alla rottamazione delle cartelle inviate dal fisco e del saldo e stralcio, con nuova scadenza fissata al 31 luglio 2019; l'estensione dell'accesso al fondo per il credito anche alle imprese in concordato preventivo, come Mercatone uno.