Nella maggior parte dei casi, scrivono infatti gli autori, per riparare le porzioni fratturate di un materiale è necessario riscaldarlo ad alte temperature, intorno ai 120° C o più, per riorganizzare la rete di legami che tengono insieme i materiali. Quello appena scoperto, per caso, può ripararsi a temperatura ambiente ed è resistente. E può anche ‘rimettersi in forma’tornando alla resistenza originale, in tempi stretti, sbaragliando concorrenze come per esempio quella del materiale presentato all’inizio dell’anno da alcuni ricercatori californiani, capace di ripararsi nel giro di 24 ore. Ma se quello che arriva dal Giappone sarà conquistarsi il mercato staremo a vedere.