I promotori del resort prevedono introiti per 2 milioni di dollari l’anno: questo costituirà un grande sostegno economico per la tribù, che ancora risente delle conseguenze della crisi economica del 2008.

“Abbiamo capito che, grazie alla potenziale legalizzazione della marijuana nel Sud Dakota, questa può essere una grande opportunità per noi, che ci permetterà di avere nuove entrate per risolvere parecchi problemi”, ha detto Reinder.

Anche se sembra che, al contrario di quanto detto dal presidente della tribù, la marijuana debba ancora fare molta strada per essere legalizzata in uno Stato come il Sud Dakota, i recenti sviluppi fanno ben sperare. L’Alaska, altro stato considerato conservatore e con caratteristiche simili al Sud Dakota (molto esteso ma con pochi abitanti), ha approvato con un referendum la legalizzazione della cannabis, diventando il primo stato repubblicano a consentire l’uso  ricreativo della marijuana.