Tuttavia, se l’azienda ritiene che la bugia non sia abbastanza grave e le prestazioni del lavoratore sono buone o esemplari, può soprassedere, dato che la menzogna comparsa sul suo curriculum non incide sulle prestazioni e sulle funzioni assegnate.
Ad ogni modo, è bene sapere che chi si occupa di selezione del personale è sempre attento alle menzogne a cui ricorrono più frequentemente i candidati. Ecco qualche esempio di quelle più diffuse:
- Manipolare l’esperienza lavorativa in modo che sembri in linea con requisiti richiesti.
- Ampliare le funzioni svolte nei lavori precedenti. Ovvero: se siamo stati solo dei venditori, dire di aver svolto attività amministrative e contabili quando invece non l’abbiamo mai fatto.
- Falsificare gli studi. Non ti consigliamo di aggiungere ulteriori studi che non hai completato, poiché i reclutatori capiranno subito che non sei esperto in quel campo.
- Gonfiare il livello di conoscenza di una determinata lingua. Probabilmente sarà una bugia con le gambe corte, poiché basterà richiedere una semplice prova di livello o effettuare un test di conversazione durante il colloquio per scoprire l’inganno.
- Inventare società fittizie. Se questa azienda per cui dici di aver lavorato non è mai esistita, sarà facile scoprirlo, non solo grazie a internet.
In definitiva, è meglio non dimenticare che la migliore lettera di presentazione è l’onestà, e non è solo un modo di dire.
