Supponiamo che il nostro lavoro ci appassioni davvero in tutto e che sentiamo una forte vocazione nello svolgere le nostre mansioni. Anche in questa condizione “ideale” – comunque non propria di tutti i lavoratori- la motivazione non è da considerare come qualcosa di scontato, matematico e stabile. In realtà, quest’energia interna chiamata motivazione subisce alti e bassi per molteplici cause.
Se partiamo da questa idea, l’obiettivo che ci dobbiamo porre, affinché il nostro lavoro sia il più gratificante possibile, consiste nel mantere un livello stabile di entusiasmo e voglia di crescere.
In questo caso non basta semplicemente proporsi di farlo: mantenere costante la motivazione richiede un’opera di profonda auto-psicologia. A tale proposito ti elenchiamo alcune premesse che ti aiuteranno nell’intento:
- Mantieni sempre chiarezza sui tuoi obiettivi. Non importa se siamo in alto o in basso nella gerarchia: tutti abbiamo i nostri obiettivi lavorativi. L’importante è che siano d’accordo con quelli dell’azienda di cui facciamo parte. Non perderli di vista e lavora per raggiungerli. Metabolizzando il fatto che raggiungerli sarà un successo, la nostra motivazione non può venire meno. Non dimenticare che anche negli ambienti lavorativi più monotoni c’è sempre un motivo (o più) per cui vale la pena impegnarsi. Fermati a pensare e trovalo: sostituisci l’attitudine negativa che porta il lamentarsi con la ricerca di un obiettivo.
- Porta a termine i progetti che intraprendi. Lasciare le cose a metà è una delle principali fonti di frustrazione e insoddisfazione che porta quindi ben presto a perdere la motivazione. L’idea che quello che facciamo non è concreto ci dà l’impressione di perdere tempo inutilmente. Inoltre, riprendere a metà un lavoro già iniziato lo rende più tedioso. La stanchezza intellettuale ed emotiva che provoca l’avere compiti in sospeso assorbe gran parte della nostra energia di motivazione.
