Le prime stimolano il successo personale e professionale, diventiamo un esempio per chi ci sta attorno, con i conseguenti risultati positivi e che ci fanno migliori su tutti i livelli.

Le emozioni positive ci fanno diventare gradevoli e collaborativi, e con questa predisposizione, anche senza rendercene conto, stiamo piantando dei semi nel nostro ambiente lavorativo.

Al contrario, le emozioni negative consumano energia, ci rendono riluttanti, di malumore, senza empatia, improduttivi nella comunicazione, insicuri, dubbiosi e in definitiva contribuiscono a determinare un ambiente di lavoro insopportabile.

Quando in un’organizzazione ci sono emozioni negative, la produttività si riduce, e le migliori risorse umane vanno alla ricerca di nuovi orizzonti.