Il governo ha anche rivisto al ribasso la crescita del 2018. “La stima di crescita del Pil per quest'anno scende dall'1,5 all'1,2 per cento, e la previsione tendenziale per il 2019 viene ridotta dall'1,4 allo 0,9 per cento. Nei due anni seguenti, la crescita riprenderebbe lievemente, salendo all'1,1 per cento. Queste previsioni si basano sulla legislazione vigente, che prevede corposi rialzi delle imposte indirette a partire dal 2019”. 

Gli aumenti dell'Iva “previsti dalle clausole di salvaguardia verranno completamente sterilizzati nel 2019 e parzialmente nel 2020 e 2021”. Le clausole valgono 12,5 miliardi nel 2019 e 6,7 miliardi aggiuntivi nel 2020. Il governo prevede di sterilizzare la quota restante delle clausole di salvaguardia tagliando la spesa. “Nel Programma di Stabilità 2019 – si legge ancora – sarà presentato un piano di intervento volto a sostituire le residue clausole di salvaguardia con interventi di riduzione della spesa e di potenziamento dell'attività di riscossione delle imposte”.

Gli obiettivi del governo Conte

Con gli interventi previsti in manovra il governo spingerà la crescita di 0,6 punti percentuali nel 2019, di 0,5 nel 2020 e di 0,3 nel 2021. In particolare nel 2019 la rimodulazione delle imposte indirette darà una spinta di 0,2 punti, le misure espansive per crescita e innovazione di 0,7 punti e le politica invariate di 0,1 punti ma le coperture previste freneranno il Pil di 0,4 punti: in conclusione la crescita nel complesso sarà di 0,6 punti.